Professione Geometra - STUDIO TECNICO PECI NOCENTINI

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Professione Geometra

 

Le origini della topografia sono remote ma si sa che il termine era già usato da Strabone. Nell'antico Egitto gli agrimensori riconfinavano i terreni inondati dalle piene del Nilo. I romani riferivano ciascun rilevamento a due assi perpendicolari, tracciati con la groma e misurati con pertiche: il decumano, con orientazione est-ovest, e il cardo, con orientazione nord-sud, ai quali riferivano un reticolato di 2400 piedi (700 m circa) di lato. Metodi simili furono usati fino alla fine del Medioevo.
Solo nel XVII secolo in Svezia, in Olanda e in Francia, si cominciarono a eseguire lavori topografici di una certa importanza. La prima carta topografica di concezione moderna fu la carta di Francia alla scala 1:86.400 iniziata nel 1744 da César François Cassini deThury-sous-Clermont. L'Italia annovera famosi topografi tra i quali possiamo citare Ignazio Porro, Giovanni Boaga e il generale Giuseppe Birardi per ciò che concerne la geodesia.
In particolare, Ignazio Porro è riconosciuto essere il padre della celerimensura, ossia il metodo di triangolazione basato sulla determinazione, da una base di stazionamento, di tre valori fondamentali di un secondo punto del territorio: distanza in linea d'aria dalla stazione, angolo orizzontale, angolo zenitale, oltre alla determinazione dell'altezza strumentale e l'altezza del prisma di collimazione (o della stadia). La celerimensura, introdotta nel 1822 proprio dal brillante ingegnere italiano, è ancora oggi la tecnica principale di rilevazione topografica diretta alla media distanza nel mondo. L'ingegnere italiano utilizzava per tale tecnica il celerimetro, una versione estremamente semplificata degli attuali teodolite e stazione totale.

La groma era una specie di lancia che si piantava nel terreno; all'altro capo dell'asta c'era un braccio che reggeva due assicelle disposte a croce e, tra loro, perpendicolari. Alle quattro estremità delle assicelle c'erano dei fili a piombo per verificare che l'asta fosse perpendicolare al terreno. Il primo agrimensore o gromatico piantava la prima groma, un secondo agrimensore si spostava di 240 piedi (71 m) e piantava la seconda; poi sempre alla stessa distanza, ne venivano piantate altre, fino a realizzare una linea lunga 10 volte 240 piedi. Una volta ottenuta questa linea principale che andava da Est ad Ovest(Decumano Massimo), le assicelle a croce permettevano di tracciare l'allineamento perpendicolare principale (Cardine Massimo) e tutti gli altri allineamenti perpendicolari che andavano da Nord a Sud. Si tracciavano infine gli altri decumani paralleli al primo. Ripetendo più volte questa operazione i romani suddividevano i terreni di pianura in tanti quadrati con i lati di 710 m e una superficie di circa 50 ettari.
Ogni lotto era suddiviso poi in 100 parti più piccole di circa mezzo ettaro ciascuna.Il lotto che conteneva queste 100 parti era chiamato centuria e tutto il sistema di divisione era detto, appunto, centuriazione.Il perimetro delle centurie veniva poi marcato con un sistema di sentieri che si incrociavano ad angolo retto.Essere agrimensore era senz'altro più prestigioso dell'essere semplici "calculatores" . Per conseguire il titolo di gromatici ufficiali, soprattutto nell'esercito, dove venivano assunti con il grado di ufficiali, bisognava sostenere un abilitazione ed iscriversi alla corporazione. Gli agrimensori privati, invece, in genere liberti erano liberi di aderire o meno all'albo professionale ed erano considerati alla stregua di tecnici non "laureati".Questo straordinario e duttile strumento, capace di vaste applicazioni, non era ancora conosciuto nella sua forma fino agli inizi del secolo scorso. Ci si basava soltanto sulla figura di un incisione della stele funeraria di Lucio Ebuzio Fausto, certamente agrimensore, che riportava la figura di una groma a ricordo della sua attività di cui se ne suppone il vanto.

Lo squadro agrimensorio è uno strumento usato in topografia costituito da una scatola, generalmente di forma cilindrica, ottagonale o sferica, dotata alla base di un manicotto che serve per fissare lo strumento a una palina o a un treppiede. Questo strumento permette l’individuazione di linee sul terreno perpendicolari tra loro o formanti un angolo di 45°. Deriva dalla groma, una coppia di aste alla cui estremità erano legati quattro fili a piombo ed era fissato a terra.
Sulla superficie dello squadro sono presenti otto fessure, disposte in direzioni opposte tra loro e formanti un angolo di 45°, entro le quali si possono traguardare i segnali in modo da eseguire allineamenti perpendicolari tra loro. Lo squadro può anche essere graduato. In questo caso è costituito da due scatole cilindriche coassiali; quella inferiore riporta un cerchio graduato e quella superiore una tacca di riferimento. In questo modo è possibile misurare (con scarse precisioni) l’angolo formato tra due direzioni.

Il filo a piombo, detto anche piombino, è uno strumento utilizzato soprattutto in edilizia per determinare la direzione verticale rispetto ad un determinato punto.
È costituito da un filo flessibile, in genere di canapa ritorta o treccia di nylon, con ad una estremità una massa, in genere un cilindro o una sfera di acciaio o di ottone, appuntito verso il basso. Tenendo il filo per l'altra estremità questo, teso dal peso della massa, si dispone esattamente secondo la linea verticale. Traguardando l'oggetto da mettere a piombo attraverso il filo se ne può verificare e correggere la verticalità.
Si noti che il filo non punta necessariamente verso il centro geometrico della Terra, né verso il baricentro, ma si dispone ortogonalmente alla superficie equipotenziale del campo gravitazionale terrestre nel punto dove viene effettuata la misura.


Il metro a nastro è un semplice strumento per la misurazione di lunghezze. Esso è costituito essenzialmente da un nastro flessibile su cui è stata tracciata una scala graduata. Spesso questi metri dispongono di scale su entrambi i lati del nastro, in modo da poterli utilizzare entrambi.

Il tacheometro è uno strumento topografico, simile al teodolite, atto alla misurazione sia angolare che metrica di media precisione.
Nel basamento trovano posto tre viti calanti che servono a posizionare l'asse principale dello strumento lungo la verticale terrestre, con l'ausilio di una livella sferica di primo centramento e attraverso una livella toroidale di alta precisione. Il centramento sul punto a terra è eseguito tramite il filo a piombo. All'interno del basamento è inserito un cerchio graduato che serve per la misurazione degli angoli azimutali. L'alidada ruota attorno all'asse primario del basamento orizzontale e sorregge il cannocchiale, la cui rotazione sull'asse dell'alidada permette la lettura degli angoli zenitali sul cerchio graduato verticale. Lo strumento quindi ha tre assi, verticale (basamento), orizzontale (alidada) e l'asse secondario del cannocchiale, perpendicolare a quello orizzontale e rotante attorno ad esso.



Il teodolite è costituito essenzialmente da una base, un'alidada e da un cerchio graduato orizzontale ed uno verticale. La base è dotata di una livella e di viti per regolare la verticalità dell'asse principale dello strumento. L'alidada è montata sulla base in modo da poter ruotare attorno all'asse verticale ed a sua volta è munita di un cannocchiale che ruota su un asse orizzontale. I cerchi graduati orizzontale e verticale sono solidali rispettivamente al basamento o all'alidada e all'asse di rotazione del cannocchiale. Le condizioni per cui il teodolite si dice rettificato sono:
• assi a due a due ortogonali tra loro;
• assi che si intersecano in un unico punto, detto centro strumentale.
Inoltre, prima di effettuare le misure, è necessario centrare la bolla della livella, cioè far sì che la tangente centrale della livella,(una fiala di vetro a forma di calotta sferica o a forma toroidale riempita parzialmente di liquido, in modo da formare nella parte alta una bolla d'aria) sia parallela alla retta di appoggio. Questo permette di ottenere la precisione necessaria nelle misure topografiche.
Le misurazioni azimutali sono fatte sul cerchio orizzontale mentre quelle zenitali sono effettuate su quello verticale. Per ottenere una maggiore precisione le letture sono ripetute su zone diverse del cerchio azimutale (regolabile mediante una vite) ed assumendo come valore la media di queste calcolata mediante la regola di Bessel.
Si differenzia sostanzialmente dal tacheometro, che misura anche le distanze, per la maggiore precisione delle misure angolari: un teodolite può apprezzare normalmente da uno a cinque secondi centesimali, un tacheometro inizia ad apprezzare mediamente dai venti secondi centesimali in su.


La stadia, o mira, è un'asta graduata impiegata nei rilevamenti topografici, generalmente di legno o metallo e con lunghezza variabile da 2 a 4 metri.
La stadia, in connessione con altri strumenti topografici (tacheometro, teodolite, livello) è utilizzata per la determinazione di distanze e dislivelli. La graduazione è riportata su una faccia ed è evidenziata con segni, di colore bianco/nero o bianco/rosso, dello spessore di 1 cm: la numerazione è, di solito, riferita ai decimetri ed ai metri. La lettura, eseguita con il cannocchiale dello strumento topografico, permette di definire il millimetro, stimando il decimo dell'intervallo di un centimetro.

Attualmente sono stati quasi completamente sostituiti da Total Station, o stazione totale, che in pratica è un teodolite con un distanziometro accoppiato quasi sempre coassialmente (cioè il punto in cui viene effettuata la misura angolare è anche il punto in cui viene rilevata la distanza); lo stesso distanziometro può essere del tipo tradizionale, e cioè ha bisogno del prisma riflettente per effettuare la misura distanziometrica, oppure del tipo laser, che rileva la distanza senza l'ausilio del prisma, molto utile in caso di punti inaccessibili.
Le stazioni totali sono spesso dotate di un piccolo computer in grado di memorizzare automaticamente la lettura degli angoli orizzontale e zenitale, oltre che la distanza, di ciascun punto, e riversare il tutto direttamente su un computer fisso attraverso un semplice programma di database.


 
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